14 set 2017

Il senso sacro della nutrizione




Tante cose sono state scritte sulla nutrizione, qui vorrei parlarvi dell'atto del nutrirsi come un atto sacro.


La nutrizione è un argomento estremamente attuale. Esistono canali televisivi dedicati alla cucina, un'enormità di libri pubblicati su questo argomento, innumerevoli correnti di pensiero,  diete dei più svariati tipi, tradizioni antiche e diverse per ogni paese. Il rapporto con il cibo è centrale nella vita dell'uomo e nel suo immaginario e nella cultura.

Un aspetto che tengo a sottolineare come fondamentale in questo ambito, anche se mi sembra sia sottovalutato, è la dimensione sacra del pasto.


Nel mangiare l'uomo introduce in sé la materia, la natura, il frutto della terra.  L'atto del mangiare è in realtà comunione con la natura e con il cosmo, con ciò che è fuori di noi. Il cordone ombelicale che ci collega a nostra madre alla nascita è reciso ma, in realtà, mangiando, siamo sempre dipendenti dalla terra, l'acqua, l'aria, il sole,  che ci nutrono.

Mangiando entriamo per forza in relazione stretta con l'universo, il mondo entra in noi, ci passa attraverso, ci plasma, ci informa, ci dà sostanza. Il cibo non è solo materia è anche e soprattutto, energia, informazione. Questa informazione o energia che estraiamo dal cibo non dipende solo dalla sua qualità, vitalità, grado di purezza, ma anche dal nostro stato interiore mentre mangiamo.

Nella relazione con il cibo hanno certamente importanza la soddisfazione dei nostri bisogni, quanto ci piace, a cosa ci fa bene, di cosa diventa il sostituto... ma anche quanta dignità gli diamo,  quanto lo rispettiamo, come lo consideriamo. Il cibo può rappresentare qualcosa di cui disponiamo, che consumiamo ma anche un essere vivente che si sacrifica per noi, che ci dà la vita, che ci comunica l'energia del cosmo.
 Quindi il modo in cui mangiamo ha molta importanza, non solo cosa mangiamo.  Se mangiamo
in modo vorace, pensando solo a colmare la nostra fame o distratti, arrabbiati, tesi, di corsa, eccitati, ecc. non potremo entrare davvero in rapporto con il cibo. Se ci fermiamo un attimo per essere consapevoli, possiamo entrare in comunione con il cibo, assaporarlo, apprezzarlo e nutrirci anche di un senso di gratitudine e di meraviglia. Il cibo allora si aprirà a noi e ci offrirà altre energie e ispirazioni.

Avrete notato che se mangiamo con una tavola bene apparecchiata, in un posto pulito e luminoso, senza rumori fastidiosi, in buona compagnia, tutto questo ci dà un'esperienza molto più positiva e dilatata di quel pasto. Al contrario, se prendiamo il pasto di corsa, in piedi, nel rumore si vuole solo scappar via e si mangia male e senza davvero assaporare l'esperienza.

Nella nostra tradizione cattolica si usava dire una preghiera di ringraziamento prima del pasto, ma spesso lo si faceva in modo meccanico e senza convinzione. In realtà, se prima di accostarci al cibo entriamo in uno stato di consapevolezza e di gratitudine, questo non può che metterci in uno stato di maggiore relazione e apertura al nutrimento.

Trovo che proprio questa dimensione interiore, spirituale possa aiutarci a trovare il giusto rapporto con l'atto del mangiare e a estrarre dal nutrimento molte più energie di quanto non facciamo mangiandolo in modo inconsapevole, dandolo per scontato. Migliorare il rapporto con il cibo partendo dalla consapevolezza, dal rispetto, dalla gratitudine può aiutarci a trovare il giusto equilibrio nel mangiare e anche a ritrovare un migliore rapporto con la natura.
  

Due maestri spirituali hanno parlato in modo approfondito dell'importanza della dimensione sacra del mangiare. Ne cito alcuni estratti: 


"È importantissimo imparare a mangiare nel silenzio, concentrandosi sul cibo, perché durante i pasti il cibo ci parla. Gli alimenti sono luce condensata, suoni condensati. Se avete sempre il pensiero occupato altrove, non potrete decifrare quella luce del sole condensata. La luce non è separata dal suono; la luce è una musica. Bisogna giungere a sentire la musica della luce. Essa parla, canta, è il Verbo divino. Nel frastuono del mondo contemporaneo non si può udire nulla, ed è un vero peccato! Il silenzio, invece, prepara le condizioni affinché noi possiamo udire la voce del cibo."
Omraam Mikhaël Aïvanhov, Il senso del silenzio, Ed. Prosveta
 
"Tutti sono d’accordo nel riconoscere l’importanza del cibo, della sua qualità e della sua freschezza, ma quanti sanno che è ancora più importante sapere come mangiare? Le persone, per la maggior parte, consumano i loro pasti discutendo, gesticolando, litigando, e in mezzo a tutto questo ogni tanto mettono in bocca qualcosa. E non ci vedono niente di anormale, credono che in qualunque condizione il loro organismo si incaricherà di ricevere e selezionare gli elementi necessari al suo buon funzionamento. Ebbene, si sbagliano: tutti i vari problemi al fegato, allo stomaco, all’intestino o al sistema nervoso derivano dalle condizioni in cui si ha l’abitudine di mangiare. Qualcuno dirà: «Ma io ho sempre avuto un’eccellente digestione!». Tanto meglio, ma quanto durerà?... Occorre inoltre sapere che il cibo contiene forze ed elementi sottili che solo una nutrizione cosciente ci permette di ricevere. Questi elementi, che appartengono al piano eterico, al piano astrale e anche al piano mentale, possono aiutarci a migliorare i nostri pensieri, i nostri sentimenti e tutto il nostro comportamento, ma a condizione di associare la coscienza all’atto di mangiare." e ancora...



"Avete mangiato della frutta, ed ecco che quel cibo, una volta digerito e assimilato, contribuisce al buon funzionamento di tutto il vostro organismo. Che Intelligenza è mai questa, capace di dare ad ogni organo del nostro corpo ciò di cui necessita, affinché noi possiamo continuare a vivere? Come non essere in ammirazione davanti ad essa?.... Grazie a quel cibo potrete continuare a vedere, a udire, a respirare, ad assaporare, a toccare, a parlare, a cantare, a camminare... E se ne avvantaggeranno anche i vostri capelli, le vostre unghie, i vostri denti, la vostra pelle, ecc.. Sì, come non essere colti da ammirazione di fronte a questa Intelligenza? D'ora in poi, dovete pensare maggiormente ad essa. Cercate di scoprirla e di manifestarle la vostra riconoscenza!

Ciò che è essenziale nel cibo, non è la materia degli alimenti. Ciò che è essenziale, sono le energie contenute negli alimenti, è la quintessenza che vi è imprigionata, poiché è lì che si trova la vita. La materia dell'alimento non è che un supporto. Attraverso quella materia, è dunque la quintessenza

che noi dobbiamo cercare di raggiungere, in modo da nutrire anche i nostri corpi sottili. Essere convinti che mangiamo per nutrire esclusivamente il nostro corpo fisico, è un errore: noi mangiamo

per nutrire anche il nostro cuore, il nostro intelletto, la nostra anima e il nostro spirito. "
Omraam Mikhaël Aïvanhov, Hrani Yoga, il senso alchemico e magico della nutrizione, Ed. Prosveta


"Mangiare è una pratica molto profonda. Al tempo del Buddha i monaci e le monache praticavano quello che chiamano il pasto-seduta. Cioè quando sedete, sedete in pace e felicità alzandovi solo quando avrete finito. E' molto importante mangiare nella quantità giusta, siate in contatto col cibo e col respiro. Quando mettete il cibo nel piatto respirate e riconoscete ogni tipo di cibo che avete nel piatto.

Sorridete raccogliendo il cibo riconoscetelo, riconoscete i fagioli, il tofu, il riso, il pane. Prima di portare alla bocca il fagiolo prendete il tempo di guardarlo, riconoscetelo come tale non scambiatelo per i vostri progetti e le vostre preoccupazioni. Il fagiolo deve rivelarsi a noi molto chiaramente.. Se il fagiolo non ci appare chiaramente possiamo praticare pronunciando il suo nome fagiolo come pronunceremo il nome di una persona amata. Non mettete niente in bocca prima di averlo riconosciuto chiaramente. Quando masticate fagioli assicuratevi di masticare i fagioli e non altre cose. Siate con i fagioli, non masticate il futuro, il passato, i vostri progetti. Durante il tempo del pranzo la pace è li, la gioia è li, la felicità è li noi gustiamo la presenza del cibo, la presenta degli amici e siamo determinati a vivere profondamente il momento presente. " 
Thich Nhat Hanh - Discorsi a Pomaia  

"Il nostro cibo proviene da questo nostro bellissimo pianeta. La Terra è dentro di noi in ogni boccone di cibo che ingeriamo, nell'aria che respiriamo, nell'acqua che beviamo, che ci scorre dentro e che ci attraversa. 
Sii felice di far parte della Terra e alimentati in un modo che ti renda consapevole che ogni boccone che mangi approfondisce la tua connessione con il pianeta".
Thich Nhat Hanh- Mangiare in consapevolezza, Ed. Terra Nuova


Bibliografia


AÏvanhov, O.M., Hrani Yoga, il senso alchemico e magico della nutrizione, Ed. Prosveta
AÏvanhov, O.M., Lo Yoga della Nutrizione, Ed. Prosveta
AÏvanhov, O.M., Il senso del silenzio, Ed. Prosveta
Bacchiega, M.: Il pasto sacro, Bastogi Editore
Thich Nhat Hanh - Discorsi a Pomaia

Thich Nhat Hanh - Cheung Lilian, Savor, mindful eating, mindful life, Harper One
Thich Nhat Hanh - Mangiare in consapevolezza, Terra Nuova Edizioni